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Fotocamere negli Smartphone: meglio uno o più sensori?



L’implementazione di numerosi sensori per le fotocamere negli smartphone è il trend del momento. I telefoni di nuova generazione tendono a montare in media almeno tre sensori, ma a cosa servono davvero? Si tratta di una pura e semplice trovata commerciale o presentano davvero dei vantaggi concreti?

 

Il problema delle fotocamere negli smartphone è lo spazio

Prima di poter rispondere alle domande che aprono questo articolo è fondamentale fare un po’ i nerd e capire i limiti di una fotocamera per smartphone. Il problema principale è il poco spazio a disposizione che impedisce di montare fotocamere con obiettivi in grado di compiere uno zoom fisico.

Nelle comuni macchine fotografiche questo compito è affidato alle ottiche, accessori intercambiabili che possono eseguire ingrandimenti nitidi cogliendo anche i dettagli più minuti. Ciò si ottiene tramite un movimento fisico delle lenti impossibile da riprodurre negli smartphone proprio a causa della scocca sottile.

La soluzione più agevole per effettuare diverse tipologie di scatto, dunque, è quella di implementare nuovi sensori adibiti a compiti specifici. Solitamente i più comuni, oltre al sensore principale, sono quelli per il teleobiettivo (con lunghezza focale elevata) e il grandangolo (per riprendere porzioni di spazio più ampie).

Alcuni modelli più recenti hanno cominciato ad implementare anche sensori dedicati alla profondità di campo (effetto bokeh che sfoca lo sfondo mantenendo a fuoco il soggetto), e alle macro (perfetti per scatti molto ravvicinati). Insomma, quei piccoli obiettivi extra hanno effettivamente una reale funzionalità in termini di versatilità del dispositivo.

 

Quali fotocamere negli smartphone conviene scegliere?

Può quindi sembrare scontato optare per fotocamere negli smartphone con più sensori, ma ci sono tuttavia delle precisazioni da fare. Alcuni telefoni sopperiscono alla mancanza di lenti dedicate attraverso appositi software intelligenti ottenendo risultati paragonabili (se non addirittura migliori in alcuni casi) a quelli ottenuti dall’implementazione fisica.

Il machine learning alla base di questi programmi sta piano piano divenendo sempre più complesso e articolato. Proprio grazie a questo continuo miglioramento anche le foto scattate con un singolo sensore riescono a raggiungere qualità elevate.

Va inoltre precisato che anche implementare troppi sensori differenti può sfociare nelle problematiche di spazio, essendo i dispositivi comunque limitati in larghezza e altezza.

La scelta fra più o meno sensori diventa quindi una questione di preferenze dell’utente. La cosa più saggia da fare quando si sta pensando di comprare un nuovo smartphone (soprattutto se lo si intende utilizzare principalmente per scattare foto), è quella di confrontare più modelli possibili, senza arenarsi per forza sulle compagnie più note.




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