Intervista a DJ Shiru

22 Aprile 2026

Tra i personaggi degni di nota che incontriamo spesso a fiere, festival ed eventi comics, non possiamo non menzionare Silvio, che molti conoscono come DJ Shiru. Presentatore sui palchi, DJ, responsabile di realtà come l’Associazione giapponese Ochacaffè, della scuola di coreano e giapponese Istituto Il Mulino e del collettivo artistico K-ble Jungle, è diventato anche nostro collaboratore nelle live painting, miscelando la colonna sonora dei nostri artisti che dipingono dal vivo, immergendo il pubblico in un’esperienza sensoriale completa. 

Come hai iniziato la tua carriera come DJ e cosa ti ha portato a specializzarti nella musica giapponese e coreana?

Sono ormai così tanti anni da quando ho iniziato che ho dimenticato come è successo! Scherzi a parte, è da ben oltre un decennio che suono musica giapponese e coreana ad eventi e in locali a tema, ricordo che ho comunciato a Lucca Comics and Games e Comicon Napoli. Tutto è iniziato dal fatto che ho vissuto in Giappone quasi due anni, imparando a conoscere la cultura musicale di quel Paese e di quelli confinanti come Corea e Tailandia, dove ho viaggiato.

Qual è l’aspetto della musica giapponese e coreana che ti affascina di più e che cerchi di trasmettere nei tuoi set?

L’originalità di molti dei pezzi, che spesso sanno mescolare generi diversissimi come il metal e le vocine delle idol, l’elettronica e la tradizionale, classica e pop. La produzione è immensa per cui ci sono stili per tutti i gusti e le occasioni.

Hai mai incontrato delle sfide nell’introdurre questi generi musicali in contesti europei? Come riesci a coinvolgere il pubblico?

La sfida non è tanto nell’introdurre generi musicali asiatici quanto nel proporre cose nuove, che il pubblico non ha mai sentito. Tendenzialmente si vuole ascoltare e ballare su qualcosa che già si conosce, per cui a mettere una canzone completamente sconosciuta al pubblico c’è il rischio che l’energia si afflosci… ma io spesso ci provo! Quest’anno ho già suonato in discoteche e festival in Polonia, Romania e Bulgaria, oltre ovviamente all’Italia, e sempre divertendomi un sacco!

Come scegli le collaborazioni con altri artisti? Qual è l’approccio che adotti quando lavori con musicisti o artisti di live painting?

Il primo discriminante è la persona stessa, più che la sua arte. Se parlando con questo artista entriamo in sintonia, allora anche sul palco probabilmente funzionerà, qualsiasi cosa faccia. Spesso collaboro con gli artisti di Arte Zeta Studio per sessioni di musica e live painting, sempre stimolanti, oppure con le ballerine KJ Girls, che sanno coinvolgere il pubblico con la loro bellezza e agilità. Ma ho collaborato anche con artisti tradizionali e poi giapponesi, idol, cantanti coreani, intere band…

In qualità di produttore di artisti, quali sono le cose che ti danno più soddisfazione?

Lavorare con giovani talenti e spingerli nella loro carriera è sempre molto bello. In genere lo faccio dietro le quinte, molti artisti mi si propongono ma io non sono un’agenzia e in genere rifiuto di diventare direttamente manager. Ma do consigli, li metto in video che li aiutano sui social, li presento ad eventi e sponsor e pubblico loro interviste in giro… spesso i risultati si vedono e questo mi dà soddisfazione. 

Com’è l’atmosfera durante un evento che unisce DJ set, musica dal vivo e live painting? Come riesci a mantenere l’energia e la coesione tra i vari elementi?

A volte la musica è l’asse centrale attorno a cui ruota tutto il resto. La coesione viene dal fatto che tutto si armonizza sulla colonna sonora, che detta l’atmosfera di quel che viene dipinto, danzato o accompagnato da video e parti strumentali e voci. Altre volte invece è quel che avviene sulla tela a guidare le musiche che metto, vedo e mi lascio ispirare.

Pensi che ci sia un crescente interesse per la musica giapponese e coreana in Europa? Se sì, cosa pensi stia facendo crescere questa tendenza?

Sicuramente questi due Paesi sono cresciuti enormemente come esportatori di musica pop. Da decenni producevano musica di altissima qualità, ma era difficile esportarla, mentre internet ha fatto franare le barriere geografiche ed ora basta aprire Spotify o Youtube per esplorare la musica di tutto il mondo. Fatelo!

Lavori ora molto col K-Pop, ce ne parli?

Organizzo il contest europeo di ballo K-Pop, un evento enorme che include solo in Italia una trentina di tappe sparse in quasi tutte le regioni, e a livello europeo una decina di nazioni. Abbiamo le finali nazionali a Comicon Napoli e quelle europee a Etna Comics Catania, un lavoro intenso e duro ma anche molto gratificante. 

Cosa ti ispira di più quando organizzi eventi?

Lavoro agli eventi soprattutto perché mi piace vedere il pubblico che si diverte. Quando mettono via gli onnipresenti cellulari per ballare, ridere e scherzare e guardarsi negli occhi, sento che ho fatto qualcosa di utile. 

Quale consiglio daresti a chi vuole intraprendere una carriera artistica o come organizzatore di eventi, in particolare nel campo della musica giapponese e coreana?

Consigli ne ho un bel po’, tanto che organizzo a volte workshop di “come avere successo nel mondo dello spettacolo”. Questi includono suggerimenti su come scegliere un manager, come farsi notare da produttori, eventi e sponsor, come trovare una propria identità… Certo è difficile riassumere tutto in poche righe, anche perché dipende dal punto in cui l’artista è arrivato e quali obiettivi vuole raggiungere..

DJ Shiru su Instagram: https://www.instagram.com/djshirukj/

Le collaborazioni come quella con DJ Shiru rappresentano al meglio il tipo di esperienza che cerchiamo di creare durante eventi e fiere: unire arte visiva, musica e interazione per coinvolgere davvero il pubblico. Se ti interessa approfondire questo aspetto, puoi scoprire anche come realizziamo le nostre scenografie immersive per eventi o come nascono i nostri progetti di live painting durante le stesse fiere del fumetto.

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